I cookie ci aiutano a fornire, proteggere e migliorare i servizi di InterAutoNews.
Continuando a usare il nostro sito, accetti la nostra normativa sui cookie.

Gli Stati Uniti, perno centrale dell?economia occidentale, dopo 70 anni si arrendono e il dollaro non ? pi? la moneta-sicurezza. In Europa si sta allargando la cerchia di coloro che ritengono l?euro colpevole di molti dei malanni che assillano alcune importanti economie del Vecchio Continente (Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Italia). Milioni di europei guardano al futuro con molta apprensione, sperando nell?impossibile colpo di reni di una economia che non sembra pi? avere le risorse necessarie per ritrovare la strada della prosperit?, con i Paesi pi? ricchi e pi? solidi chiamati a dare aiuto di malavoglia a quelli pi? deboli, con lo spettro immaginifico dell?uomo che affogando tende disperatamente la mano per trascinare poi verso gli abissi il momentaneo salvatore.

Non vogliamo, per carit?, addentrarci in materie che non sono nelle nostre corde, ma i segnali che arrivano dai centri politici e di potere non sono certo incoraggianti. Nei migliori dei casi, gli economisti pi? accreditati e meno condizionati dalle opposte fazioni indicano un periodo di 4-5 anni per poter recuperare un minimo di benessere e tutti sono concordi nel considerare i tagli del welfare come misura invitabile per pareggiare i disastrati conti delle economie europee.? In parole povere, dovranno essere i lavoratori e le loro famiglie, i pensionati, i malati a dissanguarsi pi? di tutti.


Bilanci in positivo, che il sereno torni pure

Novembre, mese di verifiche. Tutto bene per l’auto, lo si legge dai bilanci di periodo. Procedendo in ordine sparso e solo per citarne alcuni, per Volkswagen aspettative confermate, crescita del Gruppo e margine operativo all’8,6%. In Cina si accelera la ripresa.
Per Stellantis ricavi netti in crescita del 29%.
Renault aumenta il fatturato, con Dacia e Alpine che proseguono a riscuotere successi.
BMW Group: forte performance operativa.
Mazda, nel primo semestre fiscale parametri in positivo.
Mercedes-Benz Group registra solidi risultati finanziari.
Nissan in rialzo.
L’unica nota in fuga dall’armonioso spartito è di Toyota: secondo trimestre fiscale, utili in calo del 30%. Toyota motiva con la crescita dei prezzi delle materie prime, oltre a 97 miliardi di oneri straordinari dovuti alla chiusura della fabbrica russa di San Pietroburgo. Tuttavia, sempre da Toyota arriva la dichiarazione che la produzione è aumentata del 30% e che a settembre ha prodotto 887.733 veicoli a livello globale, un record per un singolo mese e un salto del 73% tendenziale. L’avvertimento del portavoce di Toyota considera la crescita della produzione di settembre come non sostenibile e aggiunge: “Eviteremmo di chiamarla ripresa”. Nobile intelletto, ma ognuno può dare ai risultati del proprio business il nome che crede, l’importante è che i conti tornino.

E se la crescita rimbalza negli Stati Uniti e in Cina, anche l’industria automobilistica europea si è data da fare per far quadrare i conti e per recuperare il passivo portato da guerra, forniture mancate e limiti di emissioni, affidandosi alla strategia dei prezzi elevati e del target sul mercato premium.

Leggi tutto...