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Nei 27 Paesi dell’Ue, nel Regno Unito e in area Efta a marzo sono state immatricolate 1.387.934 nuove auto per una crescita su marzo 2020 del 62,7%. Il valore non restituisce l’esatta dimensione dell’andamento del mercato continentale poiché la cifra è distorta dagli effetti della pandemia propagatasi un anno fa. Molto più indicativo il confronto con il 2019 dove si registra un passivo del 21,6%. In virtù di questi dati, le proiezioni sull’intero 2021 si mostrano lievemente più favorevoli rispetto alla previsione formulata a febbraio. Una situazione che comunque riflette ancora una volta la pressione al ribasso sulle attività economiche e sulla fiducia di imprese e consumatori, specie – in ambito automobilistico – con la perdita di molti appuntamenti in concessionaria nella quasi totalità dei Paesi. Nei mercati di riferimento, la Germania, con 292mila targhe, cresce del 35,9% sul 2020, ma perde il 15% sul 2019. La Francia, che immatricola 182mila auto, cresce del 192% sul 2020, perdendo il 19% sul 2019. La Spagna si migliora del 128% a marzo, ma perde il 30% sulle stesso mese di due anni fa. Il Regno Unito, pur crescendo dell’11,5%, segna un pesante calo di oltre il 38% sul 2019. Quanto ai Gruppi, solo per citarne alcuni, se Volkswagen si migliora del 46% sul 2020, cede il 17% sul 2019. Renault cresce del 70% su marzo 2020, perdendo il 40% su marzo 2019.
Mercato Europa - Marzo 2021 - Vendite per Gruppi e Marche
Mercato Europa - Marzo 2021 - Vendite per Paese

Fit for 55, dopo il voto è ancora guerra aperta

Nel dare la notizia del cambio di proprietà, InterAutoNews si era dichiarato a favore dell’informazione obiettiva e indipendente. Pur ribadendo la sua neutralità il giornale non può tuttavia ignorare il polverone sollevato dalla decisione del Parlamento Ue di vietare, a partire dal 2035, la vendita di veicoli con motori endotermici, compresi quindi i modelli ibridi. Una scelta coraggiosa, ma non definitiva. A rigor del vero, il provvedimento non rappresenta una novità assoluta, come si è cercato di far credere ai consumatori, perché costituisce uno degli assi portanti del pacchetto Fit for 55 della Commissione Ue a difesa dell’ambiente. Il Parlamento si è limitato a ratificarlo.  La proposta dovrà adesso passare l’esame del Consiglio Ue, cioè dei governi, dove la consapevolezza delle difficoltà produttive, logistiche ed economiche è molto più forte che in Parlamento. Seguirà poi un tavolo tra Consiglio, Commissione e Parlamento che potrebbe ancora apportare modifiche alla proposta votata a Strasburgo. 
Senza attendere l’attenuazione delle polemiche, anzi, forse al contrario, allo scopo di mantenere alta l’attenzione mediatica, nei giorni immediatamente successivi alla contestata votazione, il gruppo Stellantis ha annunciato, a sorpresa, di voler interrompere l’adesione all’Associazione dei Costruttori Automobilistici Europei (Acea) entro la fine dell’anno. Nel comunicato si dà inoltre notizia della creazione del “Freedom of Mobility Forum”, un incontro annuale con lo scopo di affrontare i problemi più urgenti della mobilità nella società.

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