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Con poco più di un milione di nuove immatricolazioni i mercati continentali chiudono il mese di aprile con un progresso del 255% su aprile 2020. Un confronto di poco conto, visto che l’anno scorso, proprio ad aprile la somma del targato dell’Europa dei 27, del Regno Unito e dell’area Efta toccò il fondo con appena 292mila unità. Ben diverso il parallelo con aprile di 2 anni fa, quando furono 1,3 milioni le vendite di autovetture; in questo caso la differenza è del 23% in meno. Numeri del tutto analoghi anche per il risultato del primo quadrimestre che supera di poco i 4 milioni di targhe, guadagnando il 23% sul 2020, ma scendendo al -25% sullo stesso periodo del 2019. Come dire: la crisi tiene, e guardando al futuro, l’incertezza, ulteriori restrizioni aggravate dal progresso relativamente lento delle vaccinazioni, indicano che mentre la fiducia dei consumatori per la zona euro è salita al livello più alto da febbraio 2020, la ripresa dei mercati europei dell’auto appare ancora lenta e contenuta. Una stima confermata anche dall’analisi per Paese dove ad aprile la Germania ha immatricolato 229mila autovetture, quasi raddoppiando i volumi dell’anno scorso, ma comunque restando a -26% sul 2019. Anche la Francia, con 140mila targhe, perde un quarto delle vendite sul 2019. Il Regno Unito riesce a fare meglio, ma solo un po’: il confronto con aprile 2019 è -12,1%.
Mercato Europa - Aprile 2021 - Vendite per Paese
Mercato Europa - Maggio 2021 - Vendite per Gruppi e Marche

Fit for 55, dopo il voto è ancora guerra aperta

Nel dare la notizia del cambio di proprietà, InterAutoNews si era dichiarato a favore dell’informazione obiettiva e indipendente. Pur ribadendo la sua neutralità il giornale non può tuttavia ignorare il polverone sollevato dalla decisione del Parlamento Ue di vietare, a partire dal 2035, la vendita di veicoli con motori endotermici, compresi quindi i modelli ibridi. Una scelta coraggiosa, ma non definitiva. A rigor del vero, il provvedimento non rappresenta una novità assoluta, come si è cercato di far credere ai consumatori, perché costituisce uno degli assi portanti del pacchetto Fit for 55 della Commissione Ue a difesa dell’ambiente. Il Parlamento si è limitato a ratificarlo.  La proposta dovrà adesso passare l’esame del Consiglio Ue, cioè dei governi, dove la consapevolezza delle difficoltà produttive, logistiche ed economiche è molto più forte che in Parlamento. Seguirà poi un tavolo tra Consiglio, Commissione e Parlamento che potrebbe ancora apportare modifiche alla proposta votata a Strasburgo. 
Senza attendere l’attenuazione delle polemiche, anzi, forse al contrario, allo scopo di mantenere alta l’attenzione mediatica, nei giorni immediatamente successivi alla contestata votazione, il gruppo Stellantis ha annunciato, a sorpresa, di voler interrompere l’adesione all’Associazione dei Costruttori Automobilistici Europei (Acea) entro la fine dell’anno. Nel comunicato si dà inoltre notizia della creazione del “Freedom of Mobility Forum”, un incontro annuale con lo scopo di affrontare i problemi più urgenti della mobilità nella società.

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