I cookie ci aiutano a fornire, proteggere e migliorare i servizi di InterAutoNews.
Continuando a usare il nostro sito, accetti la nostra normativa sui cookie.

CAMPAGNA 2022

Abbonamento al mensile InterAutoNews: 100 euro (11 numeri)
Ogni mese i dati di mercato, i fatti, le anticipazioni, le voci, le statistiche italiane, europee e mondiali

Abbonamento al semestrale InterAuto DataBook: 75 euro (2 numeri)
Statistiche italiane, europee e mondiali, elaborazioni ed analisi dei risultati dei primi sei mesi e dell’intero anno.
E in più, articoli di specialisti di tutto il mondo sui grandi temi del commercio dell’auto

Abbonamento cumulato InterAutoNews + InterAuto DataBook: 150 euro

Sono previsti anche 3 tipi di abbonamento-package con consegna personalizzata così concepiti:

SOLUZIONE A:
10 copie di InterAutoNews inviate ogni mese (escluso agosto)
comprese 10 copie del DataBookper corriere ad un unico indirizzo: 950 euro

SOLUZIONE B:
5 copie di InterAutoNews inviate ogni mese (escluso agosto)
comprese 5 copie del DataBookper corriere ad un unico indirizzo: 475 euro

SOLUZIONE C:
2 copie di InterAutoNews inviate ogni mese (escluso agosto)
comprese 2 copie del DataBookper corriere ad un unico indirizzo: 240 euro

Modalità di pagamento: bonifico bancario
Tutte le informazioni sugli abbonamenti e le coordinate bancarie possono essere richieste a:

Contatti

Svolta tecnologica, la sola arma è il product power

Preoccupa l’arretramento del 26,5% delle immatricolazioni auto su base quadrimestrale. Il dato però non tiene conto degli ordini inevasi. Come nel passato, allora gonfiato dalle anticipate vendite ai Dealer (cosiddette Km0), l’immatricolato, per motivi opposti, continua a non rappresentare il mercato reale, smagrito oggi dai numerosi ordini in attesa di consegna in conseguenza della mancanza di componenti da Taiwan e dintorni. Complessivamente il quadro non è comunque dei più brillanti e per le note vicende: il permanere della crisi economica, le conseguenze della pandemia, il ritardo della transizione tecnologica, la rallentata concessione degli ecoincentivi.
Cominciamo da questi ultimi. Fino a quando non è possibile erogarli concretamente, non ha senso che il governo anticipi la notizia. Genera solo confusione e rallenta il mercato come è avvenuto in aprile. Quanto poi all’impatto del Covid sulle vendite, nel momento in cui la pandemia si trasforma in endemia, cessa di rappresentare un’anomalia per diventare routine. È inutile pertanto continuare a invocarne l’estinzione, si deve imparare a conviverci attenuando le conseguenze, nell’auto come in altri settori. Sul fronte dell’economia, da una parte l’inflazione rallenta il già limitato potere di acquisto delle classi meno abbienti e dall’altra il risparmio degli italiani, sempre ai massimi storici, subisce in Borsa una perdita media del 15%.
Una circostanza che ovviamente incide sulla propensione all’acquisto anche nella fascia più abbiente, la più incline, in condizioni normali, alla sostituzione ravvicinata dell’auto. È auspicabile che questa situazione, legata anche all’incertezza dello scontro bellico, non duri a lungo. Al momento i forecast di fine anno prevedono pertanto un recupero almeno parziale con calo oscillante tra il 5% e il 7%.

Leggi tutto...