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  9 mesi 2022 9 mesi 2021 Diff. % Set. 2022 Set. 2021 Diff. %
Austria 163.209 189.881 -14,05 20.735 17.864 16,07
Belgio 281.490 313.567 -10,23 31.025 26.554 16,84
Bulgaria 21.975 19.040 15,41 2.117 1.446 46,40
Cipro 9.071 8.589 5,61 1.186 1.018 16,50
Croazia 34.566 37.135 -6,92 3.369 2.749 22,55
Danimarca 109.109 139.935 -22,03 13.011 14.215 -8,47
Estonia 16.181 18.533 -12,69 1.810 1.777 1,86
Finlandia 62.919 78.664 -20,02 6.798 6.535 4,02
Francia 1.112.067 1.260.373 -11,77 141.137 133.830 5,46
Germania 1.867.885 2.017.561 -7,42 224.816 196.972 14,14
Grecia 82.936 81.756 1,44 8.606 6.610 30,20
Irlanda 101.477 100.745 0,73 6.328 4.449 42,23
Italia 976.055 1.165.692 -16,27 110.976 105.318 5,37
Lettonia 12.641 11.614 8,84 1.538 1.101 39,69
Lituania 20.606 26.353 -21,81 2.218 2.022 9,69
Lussemburgo 32.073 35.011 -8,39 3.572 2.948 21,17
Paesi Bassi 224.944 235.789 -4,60 25.792 24.607 4,82
Polonia 316.680 347.275 -8,81 35.819 33.085 8,26
Portogallo 113.762 112.525 1,10 12.469 10.786 15,60
Repubblica Ceca 143.843 161.824 -11,11 14.898 14.165 5,17
Romania 95.276 88.262 7,95 11.927 8.942 33,38
Slovacchia 58.106 58.719 -1,04 5.237 5.797 -9,66
Slovenia 36.758 43.098 -14,71 3.776 4.127 -8,50
Spagna 600.281 647.954 -7,36 67.240 59.641 12,74
Svezia 204.640 232.383 -11,94 22.048 22.634 -2,59
Ungheria 85.768 94.553 -9,29 9.422 9.526 -1,09
Unione Europea (UE) 6.784.318 7.526.831 -9,86 787.870 718.718 9,62
EU14* 5.932.847 6.611.836 -10,27 694.553 632.963 9,73
EU12 851.471 914.995 -6,94 93.317 85.755 8,82
Islanda 13.062 9.803 33,24 1.194 1.173 1,79
Norvegia 102.761 128.856 -20,25 14.646 17.992 -18,60
Svizzera 162.606 180.073 -9,70 20.947 19.648 6,61
EFTA 278.429 318.732 -12,64 36.787 38.813 -5,22
Regno Unito 1.208.368 1.316.614 -8,22 225.269 215.312 4,62
Totale EU + EFTA + UK 8.271.115 9.162.177 -9,73 1.049.926 972.843 7,92
*i dati di Malta non sono attualmente disponibili            
Dati al 18/10/2022            

Bilanci in positivo, che il sereno torni pure

Novembre, mese di verifiche. Tutto bene per l’auto, lo si legge dai bilanci di periodo. Procedendo in ordine sparso e solo per citarne alcuni, per Volkswagen aspettative confermate, crescita del Gruppo e margine operativo all’8,6%. In Cina si accelera la ripresa.
Per Stellantis ricavi netti in crescita del 29%.
Renault aumenta il fatturato, con Dacia e Alpine che proseguono a riscuotere successi.
BMW Group: forte performance operativa.
Mazda, nel primo semestre fiscale parametri in positivo.
Mercedes-Benz Group registra solidi risultati finanziari.
Nissan in rialzo.
L’unica nota in fuga dall’armonioso spartito è di Toyota: secondo trimestre fiscale, utili in calo del 30%. Toyota motiva con la crescita dei prezzi delle materie prime, oltre a 97 miliardi di oneri straordinari dovuti alla chiusura della fabbrica russa di San Pietroburgo. Tuttavia, sempre da Toyota arriva la dichiarazione che la produzione è aumentata del 30% e che a settembre ha prodotto 887.733 veicoli a livello globale, un record per un singolo mese e un salto del 73% tendenziale. L’avvertimento del portavoce di Toyota considera la crescita della produzione di settembre come non sostenibile e aggiunge: “Eviteremmo di chiamarla ripresa”. Nobile intelletto, ma ognuno può dare ai risultati del proprio business il nome che crede, l’importante è che i conti tornino.

E se la crescita rimbalza negli Stati Uniti e in Cina, anche l’industria automobilistica europea si è data da fare per far quadrare i conti e per recuperare il passivo portato da guerra, forniture mancate e limiti di emissioni, affidandosi alla strategia dei prezzi elevati e del target sul mercato premium.

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