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Comunicazione, sintonizzare la frequenza adatta al cambiamento

Dati alla mano e non senza un profondo senso di sollievo, il 2022 del mercato dell’auto se n’è andato, ridotto in singolo file e inumato, qui nel nostro Paese, come il secondo peggior anno del secolo. La globalizzazione accompagna il feretro insieme con uno stormo di cigni neri in formazione da parata. Durante la cerimonia passano a ciclo continuo le parole del premio Nobel per la Pace, Muhammad Yunus, “l’Organizzazione Mondiale del Commercio è un bulldozer al servizio delle maggiori economie che pretendono la libertà di vendere in qualsiasi mercato, ma che spesso temono, in casa loro, anche la concorrenza più innocua”.
Parole che ci riconducono al mercato dell’auto. Il 2022 ha visto una forte evoluzione dell’auto elettrica, con tutte le Case auto in corsa per sviluppare i prodotti della mobilità del futuro in buona parte dei mercati evoluti. Un progresso che tuttavia non è riuscito a coinvolgere l’automobilista nostrano, il quale, a differenza dei colleghi tedeschi, francesi, spagnoli, eccetera, sembra essere disorientato di fronte a un cambiamento così rilevante.
Certamente afflitto dai dubbi oggettivi che la scelta comporta, ma altrettanto confuso da quella parte della comunicazione, anche autorevole, e purtroppo anche istituzionale, sintonizzata sulla frequenza sbagliata. Una lunghezza d’onda inadatta perché – è fuori di dubbio – la sensibilizzazione rispetto alla situazione climatica si è evoluta in tutti gli ambiti grazie alle campagne promosse dal settore automotive.

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