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L?offerta della benzina e del gasolio a 1 euro al litro, lanciata con grande clamore dalla Fiat in favore di tutti i clienti che acquisteranno una vettura della Casa torinese (possiamo scrivere ancora cos??) nel corso dei mesi di giugno e di luglio consentir? a chi perfeziona l?acquisto nel periodo di entrare in possesso di una tessera che consentir? loro di pagare un solo euro al litro per benzina o gasolio nelle 3.700 stazioni di servizio della IP. La tessera avr? validit? triennale e scadr? il 31 dicembre 2015 o in anticipo se l?utente motorizzato avr? raggiunto il massimo del carburante offerto al prezzo speciale, che varia da vettura a vettura. L?iniziativa ? proposta in alternativa ad altre promozioni, come si legge nelle comunicazioni ufficiali della Casa e ci? significa che il cliente che si accinge ad acquistare una Fiat dovr? scegliere fra lo sconto secco, sino ad oggi proposto dal venditore e la tesserina triennale. Sin qui l?iniziativa della Fiat, che ha il sapore dell?innovazione in ottica decisamente psicologica, poich? il cliente non avr? qualcosa in pi?, ma giocher? la sua partita sul futuro del prezzo del carburante, nel senso che sino al definitivo consumo del contenuto del ?serbatoio? personale potr? bellamente trascurare gli aumenti di prezzo che sicuramente caratterizzeranno sia la benzina, sia il gasolio che, storicamente parlando, non hanno mai fatto registrare se non piccoli cali di breve durata.


L’uscita di Diess, quando una Ipo veste gli abiti di un software

Alla vigilia della sosta estiva avevamo giudicato malfermo il nostro Governo. In pieno clima vacanziero l’esecutivo non solo è caduto, ma il Parlamento è stato sciolto e sono state indette nuove elezioni per il 25 settembre senza una formale sfiducia del Parlamento al governo in carica e nonostante l’ottimo andamento del Pil, mai così positivo. Il momento, caratterizzato da grande incertezza economica e grandi tensioni internazionali, è delicato e potrebbe portare a una svolta nell’orientamento politico del Paese. 
La tentazione di commentare un quadro politico così complesso è grande, ma è fuori della nostra sfera di pertinenza. Svolgiamo un lavoro caratterizzato dall’assoluta neutralità ideologica e politica nel rispetto delle opinioni dei nostri lettori che, fra l’altro, ci leggeranno quando i risultati elettorali saranno già noti. Andiamo infatti in stampa una settimana prima della chiusura dei seggi.  Meglio allora commentare la turbolenza al vertice del gruppo Volkswagen in occasione della sostituzione del Ceo, Herbert Diess, con Oliver Blume. Una vera e propria detronizzazione (Blume si è già insediato dal 1° settembre), attribuita affrettatamente ai contrasti con il potente sindacato IG Metall, che per legge in Germania siede nel consiglio di sorveglianza delle società con diritto di voto anche sulla nomina e sull’operato dei vertici della società. È una tesi che però non regge, perché i dissapori con i sindacati erano noti da tempo e anche il tentativo di attribuire la sfiducia al suo operato non è credibile perché a luglio 2021 gli era stato prorogato il contratto fino a ottobre 2025, senza attendere la naturale scadenza del 2023, nonostante i dubbi sui software e sulla sua gestione della transizione elettrica giudicata dal mercato non del tutto riuscita soprattutto in alcuni modelli.

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