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Mettiamola cos?. Se la montagna non va a Maometto, Maometto va alla montagna. Ora trasferiamo il concetto al mondo dell?automobile. E? ormai chiaro che per i giovani l?automobile non ? pi? al primo posto nei desideri. Hanno scoperto che per incontrarsi non devono pi? mettersi in viaggio. Ci sono i social media. Con Facebook ci si incontra nella piazza virtuale, dove ci sono tanti che vogliono fare amicizia e Facebook non ? che una delle tante possibilit? di incontro che oggi internet offre ai giovani. Meglio un computer, dunque, che una automobile. Ma i costruttori ora giocano la partita che non era riuscita a Jack Nasser quando era in Ford. Lui all?auto connessa 24h24 7giorni7 con internet ci aveva gi? pensato. Forse aveva solo fatto un passo troppo lungo rispetto all?evolversi dei tempi . Cos? la sua idea non ebbe seguito, mentre oggi le Case costruttrici di automobili non fanno altro che comunicarci nuove iniziative tese a rendere l?automobile una sorta di playstation, con tutti i gadget e le connessioni necessarie per riportare i giovani su quella che loro ritengono la retta via.


Bilanci in positivo, che il sereno torni pure

Novembre, mese di verifiche. Tutto bene per l’auto, lo si legge dai bilanci di periodo. Procedendo in ordine sparso e solo per citarne alcuni, per Volkswagen aspettative confermate, crescita del Gruppo e margine operativo all’8,6%. In Cina si accelera la ripresa.
Per Stellantis ricavi netti in crescita del 29%.
Renault aumenta il fatturato, con Dacia e Alpine che proseguono a riscuotere successi.
BMW Group: forte performance operativa.
Mazda, nel primo semestre fiscale parametri in positivo.
Mercedes-Benz Group registra solidi risultati finanziari.
Nissan in rialzo.
L’unica nota in fuga dall’armonioso spartito è di Toyota: secondo trimestre fiscale, utili in calo del 30%. Toyota motiva con la crescita dei prezzi delle materie prime, oltre a 97 miliardi di oneri straordinari dovuti alla chiusura della fabbrica russa di San Pietroburgo. Tuttavia, sempre da Toyota arriva la dichiarazione che la produzione è aumentata del 30% e che a settembre ha prodotto 887.733 veicoli a livello globale, un record per un singolo mese e un salto del 73% tendenziale. L’avvertimento del portavoce di Toyota considera la crescita della produzione di settembre come non sostenibile e aggiunge: “Eviteremmo di chiamarla ripresa”. Nobile intelletto, ma ognuno può dare ai risultati del proprio business il nome che crede, l’importante è che i conti tornino.

E se la crescita rimbalza negli Stati Uniti e in Cina, anche l’industria automobilistica europea si è data da fare per far quadrare i conti e per recuperare il passivo portato da guerra, forniture mancate e limiti di emissioni, affidandosi alla strategia dei prezzi elevati e del target sul mercato premium.

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